#Trailer Thursday #002… di venerdì

Buongiorno Visionari!

Il #TrailerThursday era ieri, e presentava anche film interessanti, ma… mi sono accorta che stavo scrivendo il post in tempi troppo ristretti e di malavoglia, così mi sono fermata.

Prima regola (a mio avviso) per tenere un blog: non aggiornare mai per costrizione.

Per questo motivo ho deciso di rimandare ad oggi, magari senza trailer ma solo con i poster.
(Tanto so che a voi interessano i miei commenti!)
Ok, forse un trailer, uno solo, lo metterò.
Ma solo perché io volevo TANTO vedere questo film. Continua a leggere

#TrailerThursday #001

Buonasera Visionari!

Nel mondo del web il giovedì è associato al passato, tanto che ne è stato fatto un hashtag: #tbt, #ThrowBackThursday.
Io però non ho nulla di vecchio da postare, o cose lontane a cui riallacciarmi, se non che quando scrivevo più assiduamente avevo dedicato questo giorno ai CineFacts: due (sole, purtroppo) puntate in cui mettevo a confronto libri e pellicole cinematografiche ad essi ispirate.

Quindi perché non riallacciarsi in modo “creativo” alla “tradizione”?

VdB celebra il #TrailerThursday, ovvero il giorno in cui vi presenterò tutti i trailer dei titoli che usciranno al cinema in questa settimana… o almeno i più interessanti a mio avviso!!
(E visto che mi piacciono le cose più svariate non mancherà mai qualcosa di cui scrivere!)

Continua a leggere

CineLetture #002 – “Warm Bodies”

Buonasera Visionari!

Oggi, come ogni giovedì (tradizione inaugurata la settimana scorsa, ma va beh), si parla di letture e cinema.

Il tema di questo giorno è “Warm Bodies” – libro ad opera di Isaac Marion (che io pensavo fosse una donna che si firma al contrario invece è un uomo con tanto di barba …), film per la regia di Jonathan Levine con Nicholas Hoult nel ruolo di R, il protagonista, e Teresa Palmer in quello di Julie, la donna di cui è innamorato.

Continua a leggere

On-shop #004 – Acquisti on line

Buonasera Visionari e benvenuti alla nuovissima puntata di On-Shop!

Non è che abbia smesso di fare acquisti online (come potrei?) durante questo periodo di assenza, però ho comprato sempre dallo stesso sito e con la stessa modalità, quindi mi son detta che potevo fare un post unico – tanto per non avere 5.000 “On-Shop”!

Questa volta è necessaria una premessa.

La Compagnia per la quale lavoro ha dato il via, da qualche anno, ad alcuni programmi di incentivazione per i propri impiegati. Più un tale incrementa la produzione, più raggiunge un alto livello, accumula punti e prende premi più grandi … Un po’ come accade con le tessere dei supermercati.
Io sono esclusa da questo “gioco”.
Sembra infatti che i parenti dei principali dell’ agenzia non possano partecipare, io son figlia di uno e cugina dell’altro, quindi …
Quest’anno tuttavia, abbiamo vinto 250 € buoni a testa (qualcosa tipo migliore agenzia) e nell’elenco degli aventi diritto c’ero anche io. Così, prima che ci ripensassero, ho scaricato i buoni e li ho divisi in due parti: 100 € per fare acquisti da Limoni (… o almeno pensavo. Poi ho scoperto di aver sbagliato sezione e che i 100 € li potrò solo impiegare da Tigre, Tuodì e Unieuro …) e 150 € per Amazon.
Questi di seguito sono (ovviamente) gli acquisti su Amazon.

Continua a leggere

CineLetture #oo1 – “La Fiera delle Vanità”

Buon pomeriggio Visionari!

È da un po’ di tempo che avevo intenzione di dare il via a una nuova rubrica del blog che parlasse di libri e non solo … e quale migliore occasione per iniziarla se non oggi? (Il giovedì per me è sempre un giorno a metà, né carne né pesce, parlare delle mie passioni me lo rallegra).

Vi presento dunque “CineLetture”, ovvero la rubrica che parla dei libri letti dalla sottoscritta  che sono diventati dei film. L’argomento del giorno è “Vanity Fair” (“La fiera delle Vanità”), libro scritto nel 1848 da William M. Thackeray:  tra le varie trasposizioni cinematografiche prenderò in esame l’ultima, del 2004, ad opera di Mira Nair, con una fantastica Reese Whiterspoon nel ruolo della protagonista.

Trama: Rebecca Sharp (Becky), figlia di un pittore squattrinato e di una ballerina dell’Opera, è appena uscita da un rinomato collegio per ragazze, in cui era entrata in duplice veste di allieva e insegnante di francese. Con lei, esce dal collegio anche la gentilissima amica Amelia Sedley (Emmy), che la ospiterà a casa per qualche settimana prima che Becky parta per diventare tutrice presso la famiglia di Sir Pitt.
La storia ruota attorno a questa eroina particolare (una donna arrivista, manipolatrice, arrampicatrice sociale) e alla persone che entrano in contatto con lei.

Continua a leggere

Sorrow – Alan Rickman

Quando ho aperto questo blog non pensavo avrei mai fatto un post del genere.

Non sono solita commentare la morte di personaggi famosi, la trovo un’usanza sgradevole. Puoi condividere la notizia se sei un vero fan, ma se conosci solo di nome o superficialmente l’attore/cantante/quello che è, che senso ha? Vuoi ricevere più like su Facebook?

Per questo non ho osato parlare di Bowie, tanto per citare uno degli ultimi.

Con Alan Rickman è diverso.

Lo ammetto: il suo nome l’ho appreso solo quando ho iniziato a vedere “Harry Potter” (e non sono una fan di primo pelo), però senza saperlo lo conoscevo da tanto. “Die Hard – Trappola di Cristallo” è uno dei film preferiti di mio padre. “Robin Hood” con Kevin Costner lo guardavo sempre da piccola. E “Ragione Sentimento” l’avevo già passato in rassegna da amante della Austen quale sono.

Ma da lì in poi è stata una continua ascesa della mia ammirazione nei suoi confronti, prima con l’ostinazione di una bimbominkia, poi con la fascinazione di un’adulta.

Nei forum che frequentavo mi dicevano “Come puoi amarlo? È brutto!” e “Ma come te ne va? Guarda che personaggi fa!”, o ancora “È vecchio!”. E io rispondevo che non era bello, ma aveva fascino. Che interpretare un personaggio cattivo con un background interessante è più difficile che fare il cavaliere senza macchia e senza paura. E che non ero una bambina, mi piaceva come attore, non come uomo.

E con assiduità seguivo il forum (prima) e la pagina FB (poi) delle altre ragazze Rickmaniache come me. Io ero un’osservatrice silenziosa, ma diligente. Assorbivo racconti e insegnamenti, invidiando anche chi aveva avuto l’opportunità di conoscerlo di persona.

Però, alle parole Alan Rickman, io non associo un volto, quanto più una voce.

E so che la sua voce mi mancherà.

hans-in-black-white-hans-gruber-8625230-1902-1345