Recensione (?) librosa – “Milk and honey” e “The sun and her flowers” di Rupi Kaur

Buonasera Visionari, e buon lunedì!

Mi sono lambiccata il cervello per l’intero weekend, cercando di trovare un argomento che facesse il paio con la “m” di “Monday”… Non ci sono riuscita.

Sconfitta, ho deciso che i post del lunedì saranno dedicati alle recensioni dei libri: mi pare un ottimo motivo per leggerne almeno uno (si spera bello) a settimana, e dopotutto non ho forse aperto il blog proprio per pubblicare recensioni (o stroncamenti)?

Tuttavia, proprio questa volta non ho assolto il mio compito, quindi i due (!) libri di cui vi parlerò non saranno proprio nuovissimi (li ho letti lo scorso anno).
Desideravo tanto consigliarveli e questa mi pare l’occasione adatta… anche se non sono esattamente il mio genere preferito.

Ne avrete sentito parlare tantissimo, ma vi presento lo stesso “Milk and honey” e e”The sun and her flowers” di Rupi Kaur!

Ho iniziato (e finito) di leggere “Milk and honey” il 6 gennaio 2018 (che memoria!).
Era Epifania, mi annoiavo, avevo appena terminato un libro di Stephen King e cercavo qualcosa di leggero per passare il tempo, quando, scorrendo i titoli del mio lettore, scorsi questo libro di poesie comprato in sconto e mai “preso in mano”.
In realtà partivo già scettica: forse, per tutte quelle che ho dovuto imparare a memoria a scuola, le poesie non mi sono esattamente simpatiche (sebbene qualche componimento di Leopardi, Dante e Shakespeare sono tra i miei brani preferiti).
Inoltre, non concepivo – neanche adesso a dire il vero – i cosiddetti “instagram poet”: Instagram è un social per le immagini, che c’entrano le poesie?
Poesie, tra l’altro, composte da tre righe ciascuna, come i pensierini dei bambini di prima elementare.

Insomma, in cuor mio avevo già deciso che quel libro non mi sarebbe piaciuto, ma iniziai comunque a sfogliarlo virtualmente e a leggiucchiarlo.

In poco tempo mi dovetti ricredere: Rupi Kaur, con quei “pensierini da bambini” riusciva a parlare di me e delle mie sensazioni in poche righe, diretta e concisa, quando io, per descrivere me stessa e i miei sentimenti, riempio pagine di parole.
Forse la sua forza stava (sta) proprio in questo: da donna parla alle donne di oggi comprendendole, come non poteva accadere nei tempi passati, visto che la poesia era un genere di appannaggio quasi totalmente maschile (anche quella insegnata nelle scuole…).

Ne rimasi incantata e decisi di comprare il cartaceo, privilegio che riservo solo ai libri di cui ritengo sia necessario avere una copia da sfogliare.

Con “The sun and her flowers” la storia fu completamente diversa, e a questo secondo libro devo davvero tanto.

Mio padre era morto da poco, e mi trovavo ad attraversare un periodo in cui cercavo di mostrare a tutti che stavo bene, quando ancora piangevo nei momenti in cui mi trovavo da sola.
La lettura era l’unica compagna che non mi giudicava e a cui non dovevo mostrare niente.

In quei giorni le incursioni in libreria erano rare, tuttavia una volta decisi di entrare per uscire un po’ dal mio guscio: sapevo che era uscita la nuova raccolta della Kaur, e quando la vidi sullo scaffale delle novità decisi di comprarla subito in cartaceo, senza passare per l’ebook (altro privilegio che le ho concesso).
Quando lo aprii a casa rimasi un attimo sconcertata.

Sia “Milk and honey” che “The sun and her flower” sono divisi in più parti.
Quelle del secondo libro si chiamano l’appassire, il cadere, il radicare, il crescere, il fiorire.
Forse sarà stupido, ma mi sembrò come un segno che mi stava indicando la strada da intraprendere, ora che mi ero persa dopo le prime due fasi.

Le poesie in ogni sezione parlavano di me più di quanto avesse fatto il primo libro, e sebbene la poetessa non stesse affrontando il superamento della morte di una persona a lei cara – bensì uno stupro – , intuii che i passi da fare erano gli stessi.

Non so se posso considerare tutto quello che ho scritto come una recensione, ma anche se non amate particolarmente la poesia, non fate come me che ci ho messo tanto e date subito una possibilità a questi libri!

Saluti affettuosi dal basso!

3 pensieri su “Recensione (?) librosa – “Milk and honey” e “The sun and her flowers” di Rupi Kaur

  1. Anch’io compro i libri di cui mi piace avere l’edizione a casa, anche se puntualmente il mio shopping in libreria si fa prendere la mano… io sono grande fan dei pensierini per bambini su Instagram 😅 un bravo scrittore poeta o narratore che sia, credo sia quello in grado di lasciarti qualcosa, e se ricordi così bene a distanza di un anno le sensazioni provate, allora penso abbia fatto centro 🙂

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    1. Non sei l’unica che si fa prendere dall’euforia in libreria 😂

      Mi spieghi come funzionano gli instagram poet? Io ci provo, ma non li comprendo… perché scegliere quella piattaforma?

      Ogni tanto riapro i libri a caso: qualsiasi poesia prendo, prendo bene.

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      1. Mm sai perché secondo me? Visibilità maggiore, sono essenziali, comunicativi, con un paio di hashtag giusti e un po’ di fortuna si riesce a “catturare più gente”, anche perché essendo veloci da leggere non richiedono chissà quale sforzo mentale… poi sono teorie mie eh 😅

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