Recensione librosa – “La corrispondenza” di Giuseppe Tornatore

Buongiorno Visionari!

In questa afosa giornata, cosa c’è di meglio che chiudersi in casa e leggere un bel libro (o guardarsi un film)?*

Se il tempo è poco, non vi preoccupate, ho il giusto compromesso: “La corrispondenza” di Giuseppe Tornatore, libro da cui è stato tratto il film omonimo, girato dall’autore stesso! … Ma è davvero così?

Immagine

Nome: La corrispondenza

Autore: Giuseppe Tornatore

Edizioni: Sellerio Editore

Quando comprai questo libro circa un anno fa (anzi, di più, era gennaio 2016) pensai subito che fosse il volume a cui si era ispirato il film, in quel tempo nelle sale.
Non solo: andai oltre. Ignorando completamente l’autore – altrimenti non avrei proseguito con le mie supposizioni – mi convinsi che la trasposizione cinematografica fosse una visione moderna di una storia composta non da e-mail e messaggi ma da lettere scritte a mano e piccioni viaggiatori – o valletti.

“Ciò che vi accingete a leggere è il romanzo La corrispondenza, tratto dall’omonimo film. Un’originale e formidabile opportunità per restituire alla parola scritta la supremazia usurpata dall’immagine. Una ragionevole occasione per riscattare tutto ciò che lo schermo cinematografico deve o preferisce sottintendere”.

Potete immaginare come ci rimasi quando lessi le righe riportate qui sopra.
Quindi niente lettere strappalacrime stile confessione di Mr. Darcy a Elizabeth? Niente romanzo epistolare alla “Pamela” di Richardson?
Assolutamente no.

La storia tra il professore Ed (Edward) Phoerum e Amy Ryan, studentessa ormai fuori corso di astrofisica, è quella di un amore come tanti. Un amore che prevede non solo incontri clandestini (Ed è sposato con due figli) ma anche chiamate via Skype, orribili – secondo i lettori – messaggi con costruzioni tipo “ke” al posto di “che” e abbreviazioni al limite dell’intellegibile, e soprattutto … videomessaggi.
Ovvero dei cd misteriosi che Ed, portato via da una terribile malattia, riesce ancora a mandare in qualche modo ad Amy, prostrata dal dolore per la perdita del suo amante.
I messaggi (ovviamente) aiuteranno Amy ad andare avanti, superare il dolore e anche ad affrontare alcuni mostri del passato etc etc.

Sì, lo so, raccontata così la storia sembra una scopiazzatura di “P.S. I love you”, ma qui c’è qualcosa di più.

L’ATTACAMENTO MORBOSO.

Quello di un uomo alla vita, che non si rassegna a morire senza assicurarsi di poter intervenire ancora in un mondo che non gli appartiene più. E quello di una ragazza che in base a ciò che quell’uomo le fa pervenire riesce a dare un senso alla sua esistenza – a dividere le giornate in belle o brutte.
Se ci pensate bene è una costrizione psicologica.

Il libro scorre abbastanza veloce, l’ho letto in treno in sole tre ore (e considerando che ho fatto anche altro possiamo dire che sono andata lenta). È molto piccolo, e penso anche sia stato un’operazione di marketing mirata – anche se non credo di successo – ,  perché a parer mio sia Jeremy Irons che Olga Kurylenko sono talmente bravi da non lasciar spazio a nessun sottinteso.

Ve lo consiglio, ma con una raccomandazione: leggete prima il libro e poi guardate il film, questa volta non potrete sclerare perché manca qualcosa, sarà tutto perfetto!!

… Avete letto il libro? Oppure avete visto il film? Fatemi sapere con un commento!

* Non mi prendete a sassate, è la donna che soffre di pressione bassa dentro di me che parla.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...