Recensione librosa – “La Biblioteca Invisibile” di Genevieve Cogman

Buongiorno Visionari e buon venerdì.

Mi spiace deludervi ma in questo giorno non si parlerà di uno dei libri che ho recuperato grazie alla scommessa con me stessa di cui ho scritto nel post precedente (tra l’altro naufragata sabato, ma quel giorno dovevo festeggiare … sono perdonata, no?). Oggi, in accordo con il Flashback Friday, vi porto  una recensione che aspetta di essere pubblicata da gennaio … Altro che novità!!

Che ne dite, ci facciamo un giro nella Biblioteca?

Titolo: La Biblioteca Invisibile

Autore: Genevieve Cogman

Editore: Fanucci

Prezzo: ? (L’ho preso al Libraccio, quindi scontato, più di un anno fa e ho staccato l’etichetta!!)

Trama: Come molte sue coetanee, Irene è una ragazza sveglia e piena di vita, eppure c’è qualcosa che la rende davvero speciale: lavora come spia per conto di una società segreta – la Biblioteca Invisibile – e viaggia attraverso dimensioni alternative per recuperare libri oscuri e misteriosi, sconosciuti ai più. Ad affiancarla c’è il suo enigmatico assistente, il bel Kai, con il quale viene spedita in una Londra vittoriana per rintracciare un volume molto pericoloso. Irene sa che gli agenti della Biblioteca devono essere pronti a tutto, compreso rubare i libri se necessario, ma a volte le missioni comportano pericoli imprevisti. Sulle sponde del Tamigi regna il caos, la città è avvolta dalla magia e abitata da strane creature soprannaturali. Per di più, qualcun altro ha già messo le mani sul libro che Irene e Kai stanno cercando e ha eliminato chi lo custodiva. Per ritrovarlo, le nostre spie dovranno affrontare ladri, assassini, affiliati a società segrete, lupi mannari e giganteschi alligatori meccanici… Una storia rocambolesca, ambientata in un mondo magico e inquietante in cui solo chi è pronto a tutto riuscirà a spuntarla.

Comprai questo libro nel lontano gennaio 2016, un periodo in cui ero attirata da tutti i titoli che riportavano parole come “biblioteca”, “libreria”, “pagina bianca” e simili. Al momento non ci pensai due volte e non diedi che una lettura di sfuggita alla trama, ma nel giro di una settimana mi convinsi che avevo fatto una cazzata (scusate il termine).
In questi casi, di solito, lascio il volume a riposare in libreria fino a quando non decido che forse è il caso di leggerlo, e “La Bbiblioteca Invisibile” l’ho tirato fuori da lì solo un anno dopo, nel gennaio 2017, cercando una lettura veloce, per la precisione uno young adult “normale”.

Perché tanto si sa già che se Irene è una ragazza si mette con Kai, no?

SBAGLIATO.

Irene non è una ragazza, ma una donna adulta (e a dirla tutta, pure cazzuta). La vedrei benissimo come bookblogger, con il suo amore per la lettura e i bei libri. Purtroppo però lavora come Bibliotecaria, e viaggiare tra i mondi per trovare volumi unici non è proprio una cosetta da niente.

La Biblioteca per cui lavora, infatti, non assomiglia a quelle presenti in quasi ogni città. È un luogo fuori dal tempo e dai mondi, ha le finestre che si affacciano su un villaggio grigio in cui non si vede anima viva e soprattutto colleziona solo volumi unici. Per farvi capire meglio: se nel nostro mondo esistesse una copia autografata de “I Promessi Sposi” in cui Renzo e Lucia, invece di convolare a giuste nozze, si ammalano di peste e muoiono, ebbene, un Bibliotecario sarebbe mandato a prenderlo con qualunque mezzo (anche se, di solito, il piano consiste nell’infiltrarsi nel mondo in cui è contenuto il manoscritto e rubarlo appena se ne presenta l’occasione).

Irene è appena tornata trionfante da una di queste missioni, pregusta già due settimane di ferie, quando una mail la avvisa che deve ripartire: questa volta le viene affibbiato anche un aiutante, il bellissimo e misterioso Kai, che nonostante sia affascinante oltre ogni limite è anche un novellino … Per lei una palla al piede. Senza contare che le informazioni che le vengono fornite sono troppo vaghe, diversamente dal solito … Qualcosa non torna.

Tuttavia un ordine non si può rifiutare, così Irene e Kai sono costretti a trasferirsi temporaneamente in una Londra vittoriana popolata da fae, licantropi e vampiri. Lì incontreranno vecchi amici e nemici e se ne faranno dei nuovi …

Il libro non è bellissimo, ma ha un suo perché e non è molto scontato, pregio che me lo ha fatto molto rivalutare rispetto alle mie aspettative iniziali. Se siete lettori veloci in un pomeriggio si finisce, soprattutto se amate l’azione e i misteri – non al livello di thriller, sia beninteso.
C’è solo una cosa che stona con l’intero romanzo: il finale aperto.
Io di solito li adoro, lasciano spazio all’immaginazione, e spesso ciò che si inventa il lettore è meglio di quello che potrebbe scrivere l’autore per dare un seguito, ma gli interrogativi qui si sprecano …

Pensando di essermi persa un passaggio, sono andata su Goodreads per confrontarmi con altri lettori, per vedere se anche loro avevano percepito questo senso di incompiuteaza quando … tadaaaan! Sorpresa! Genevieve Cogman ha scritto quattro libri, non uno solo!
… Ma la serie è interrotta in Italia. (La Fanucci, interrogata da me in merito, mi ha risposto che non ha nulla in programma). Probabilmente perché non ha avuto il successo che i libri hanno riscosso nel resto del mondo.

Io non posso rimanere così. Dovrò rispolverare il mio inglese ed immergermi in una Venezia in cui il Carnevale non finisce mai, ovvero la città in cui si sviluppa la trama del secondo libro…

Dite che ci riuscirò?

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