Recensione (?) librosa – “Ho mangiato abbastanza” di Giorgio Serafini Prosperi

Buonasera Visionari!

La recensione di oggi riguarda un libro che ha suscitato il vostro interesse qualche giorno fa: “Ho mangiato abbastanza”!
Qui trovate i dettagli e di seguito la mia recensione, inframezzata da appunti di vita vera* … ovvero i motivi che mi hanno portato a leggere questo volume della Sonzogno (che ringrazio per la copia) e i benefici che ne ho tratto.

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* NB: i miei appunti sono in corsivo e risulterà quasi come un dialogo

Se avete preso in mano questo libro, probabilmente state lottando da tutta una vita per raggiungere un peso sano. Probabilmente avete fatto tutte le diete della terra, consultato tutti i professionisti possibili e immaginabili e vi siete pian piano convinti, tra un fallimento e l’altro, che morirete così. È quello che è successo a me.

O magari, ancora peggio: siete sicuri che sia colpa vostra se non riuscite a dimagrire, che siete degli inetti, che basterebbe solo un po’ di volontà in più, un po’ di convinzione in più, che siete dei deboli e degli incapaci, gli unici che non ce la faranno mai.

Se questo libro ha destato il vostro interesse, potreste anche essere fra quelli che cominciano “da domani o da lunedì”. Anche in questo sono con voi: domani è sempre meglio di oggi per iniziare a fare qualcosa. Soprattutto per dimagrire.

Se il titolo del libro vi ha incuriosito, forse pensate ancora che il vostro sia un problema che riguarda “solo” il cibo. Benvenuti nel club. Io l’ho pensato per quarant’anni della mia vita, e finché non ho smesso di pensarlo, non è cambiato nulla. Finché non ho smesso di pensarlo, sono stato così attaccato al mio peso (sono arrivato a 143 chili) che anche perdere un solo etto era come perdere tutto me stesso.

Inizia così “Ho mangiato abbastanza”, e dalle prime parole ho capito che chi scriveva era un’anima a me affine. Qualcuno che comprendeva le difficoltà insite in una dieta, i fallimenti, la conseguente sensazione di essere tu stesso un fallito, e la decisione – sempre la stessa – che  “si ricomincia lunedì” … per poi trovare nel tuo piatto qualcosa che fa vacillare i tuoi propositi.

Serafini Prosperi è arrivato fino a 143 chili, prima di trovare quel “miracolo” (così lo chiama lui) che lo ha fatto decidere di darsi da fare per cambiare. Ha perso 60 kg grazie alla meditazione – e non solo – e ha trovato anche tutto quello a cui aveva rinunciato quando non riusciva ad arginare il suo problema – compreso il rapporto umano con altre persone –.

Io peso di meno, ma secondo la dietista dovrei lasciar andare almeno 20/25 kg per iniziare, “poi si vedrà”. Sono tre anni che ho deciso di dimagrire … invece ingrasso.
Per carità, non sono così digiuna da nozioni elementari per non capire che zumba, pilates e nuoto hanno contribuito a far innalzare il mio peso e la mia massa muscolare … Però c’è un limite. Che è stato decisamente oltrepassato.

Ammetto che questo libro, per me, era l’ultima spiaggia.

Lo scrittore descrive la sua ex-dipendenza come un disturbo ossessivo-compulsivo, una ricerca di cibo 24 ore su 24, sette giorni su sette. Non si prova piacere nel mangiare, l’unico scopo è stordirsi ingozzandosi fino a non poterne più, un modo per cancellare la sofferenza insita nel cuore, annullare le emozioni … compreso il senso di colpa che sopravviene dopo ogni abbuffata, facendo sparire ogni traccia del “crimine” appena compiuto.
L’unico modo per uscirne è chiedere aiuto, ai propri familiari e, all’occorrenza, a un gruppo di sostegno (sì, esistono. Sono tipo “Mangiatori Anonimi”, anche se scritto così è degradante).

Effettivamente un gruppo del genere mi servirebbe, anche se il mio problema è leggermente diverso.

… Perché conosco la sofferenza nascosta.
L’ho provata giusto qualche mese fa, quando mio padre ha subito un’operazione complicata. Chiusa nella mia stanza d’albergo, sola, in una città che non conoscevo, potevo solo piangere od annullarmi: ho scelto la seconda strada, divorando in una sera un pacco di Fiesta, un tubo di Pringles e non so cos’altro, buttando tutto nel cestino come se potessi nascondere le prove.
… Ma normalmente mangio dai 40 ai 60 gr di pasta a pranzo e a cena una o due (dipende dalla grandezza) fettine con verdura.
È proprio necessario chiedere aiuto?

Anche perché, diciamoci la verità, rivolgermi a babbo sarebbe controproducente. Il mio genitore è convinto che per spronare una persona a migliorare, si debbano enumerare i suoi difetti fisici (che in questo modo l’autostima venga affossata non gli passa per la mente. La mia, al momento, è vicina al nucleo della Terra).
Di conseguenza, non posso farmi aiutare da uno che ogni giorno mi dice che:

  1. ho un sedere enorme;
  2. faccio schifo (questo quando è una giornata no);
  3. ho il seno troppo grande e dovrei farmi una mastoplastica (quando è estate);
  4. ho il doppio mento (la new entry. È vero, ma lo aveva anche lui prima di operarsi alla laringe, e non si è mai lamentato della cosa).

Forse puntare direttamente al gruppo d’aiuto sarebbe meglio. Ma sono solo al nord delle Marche e sobbarcarmi quattro ore di viaggio … proprio no.
Però lo scrittore parla di una tattica appresa … Potrei iniziare da quella.

Alla prima riunione degli Overeaters Anonymous, infatti, Serafini Prosperi impara una tattica per limitarsi nel mangiare: una dieta. Potrebbe essere una delle migliaia che ha fatto, la differenza sta nella scelta: qui non c’è qualcuno che impone cosa prendere e in che quantità, ma sei tu stesso che, ragionando sulla tua alimentazione, in base alla tua coscienza, decidi cosa tenere e cosa eliminare.
La sua scelta è drastica: solo tre pasti al giorno, nessuno spuntino, e, soprattutto, più nessun alimento industriale pieno di zuccheri, dalle merendine alla Coca-Cola.

Programmare una dieta da soli può essere difficile, ma almeno il problema che si presenta nelle altre diete non esiste. Non puoi sgarrare, non c’è il gusto del proibito, perché ti imponi tutto da solo.

La tattica mi sembra fatta apposta per me! Colazione, pranzo e cena rimangono così come sono, ho sentito altre persone e a loro sembra che mangi come un pulcino, ma posso ridurre gli extra. La colazione al bar del sabato, il dopocena. Frittura e pizza una volta ogni due mesi e magari uno yogurt al giorno invece di due, che si sa, i latticini gonfiano.
E magari potrei prendere quello light invece di quello…
Ma certo, alla fine basta che tolgo una cosa sola dalla mia vita: Tuodì.

 Tuodì è una catena di supermercati che vendono sottomarche … e ne ho uno davanti casa da un anno e mezzo circa. I suoi prezzi mi fanno impazzire, ma sono la perdizione: faccio scorta di yogurt a 39 cent dei gusti più strani (torta sacher, pera e cioccolato, strudel di mele), biscotti simil Pavesi e Mulino Bianco che costano un quarto degli originali, cookies al cacao giganteschi, bustoni di patatine. L’idea è sempre quella di mangiare poco alla volta, ma mi basta un film/serie tv che mi appassioni e una busta aperta lì accanto … ed è la fine. Ingurgito tutto.

Devo iniziare a rinunciare a Tuodì, ai suoi sconti che cambiano ogni due settimane proponendo offerte sempre più allettanti. Posso farcela. Magari però una volta al mese qualcosa mi concedo. Qualcosa di piccolo.

Non ci crederete ma ho iniziato da due settimane e ho già perso un chilo con questo ed altri accorgimenti … che non vi racconterò, mica posso spoilerarvi tutto il libro!!

Se però avete domande io sono qui. E anche lo scrittore che ha un sito a cui potete rivolgervi se avete un problema con il cibo.
Per il resto, non è un libro di narrativa, quindi non fa passare momenti di spensieratezza e non è da prendere alla leggera. Però è ottimo per riflettere … o per sfruttarlo per dimagrire, come ho fatto io.

Fatemi sapere cosa ne pensate, e al prossimo post!

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