Recensione librosa – “Come donna innamorata” di Marco Santagata

Buongiorno Visionari!

Oggi sono in modalità “Ragazza del buio”: avete presente, quando la vostra fotosensibilità rasenta lo zero e anche lo schermo luminoso del pc vi da fastidio? Ecco. Tuttavia col computer ci lavoro, indossare gli occhiali da sole in ufficio non è permesso, quindi ho pensato che potrei soffrire anche per dilettarmi un poco.

Tipo parlandovi del tanto odiato/amato Sommo Poeta (sì, sì, proprio, lui, Dante Alighieri), il protagonista di “Come donna innamorata” di Marco Santagata!

2015-03-05-1425520012-5672463-Santagata_Comedonnainnamorata

Titolo: Come donna innamorata

Autore: Marco Santagata

Editore: Guanda

Prezzo: € 16,50

Trama: Come si può continuare a scrivere quando la morte ti ha sottratto la tua Musa? È questo l’interrogativo che, l’8 giugno 1290, tormenta Dante Alighieri, giovane poeta ancora alla ricerca di una sua voce, davanti alle spoglie di Beatrice Portinari. Da quel momento tutto cambierà: la sua vita come la sua poesia. Percorrendo le strade di Firenze, Dante rievoca le vicissitudini di un amore segnato dal destino, il primo incontro e l’ultimo sguardo, la malia di una passione in virtù della quale ha avuto ispirazione e fama. È sgomento, il giovane poeta; e smarrito. Ma la sorte gli riserva altri strali. Mentre le trame della politica fiorentina minacciano dapprima i suoi affetti – dal rapporto con la moglie Gemma all’amicizia fraterna con Guido Cavalcanti –e poi la sua stessa vita, Dante Alighieri fa i conti con le tentazioni del potere e la ferita del tradimento, con l’aspirazione al successo e la paura di non riuscire a comporre il suo capolavoro… È un Dante intimo, rivelato anche nella sua fragilità, e nelle sue ambiguità, quello che Marco Santagata mette in scena in un romanzo che restituisce le atmosfere, le parole, le inquietudini di un Medioevo vivido e vicino. Il sommo poeta in tutta la sua umanità: lacerato dall’amore, tormentato dall’ambizione, ardentemente contemporaneo.

Di questa opera non avrei mai saputo nulla se non fosse stato per Isabel Allende. Nel 2015, infatti, seguendo gli spostamenti della mia scrittrice vivente preferita, scoprii che sarebbe venuta in Italia per ritirare un premio alla Rassegna Letteraria Città di Vigevano (qui il link della pagina Facebook ).
Devo precisare che avevo già la valigia in mano?
Il destino però si mise di mezzo, intralciando il mio viaggio di adepta volenterosa: rimasi con un pugno di mosche, le foto che mi facevano rosicare sul web e i tre titoli che avevano ambito al Premio Letterario Città di Vigevano. “Come donna innamorata” mi catturò subito, e nella trama c’erano quelle paroline magiche, (“Dante Alighieri”), che lo portarono a finire immediatamente in wishlist.
(Che poi il libro, e l’ho scoperto da poco, è stato anche finalista del Premio Strega 2015. E Santagata non è il primo venuto, bensì scrittore, critico letterario e docente universitario).

Il volume si divide in due parti, dedicate alle persone più care a Dante: Bice (Beatrice) e Guido (Cavalcanti).

Nella prima parte, troviamo Dante che si sta apprestando a scrivere la “Vita Nova”: è passato poco tempo dalla morte della sua musa, e l’opera che sta iniziando è in realtà un modo per cantarne le lodi. Ripercorriamo con il Sommo Poeta – tra realtà e fantasia – il primo fugace incontro avuto con il suo angelo, e via via tutti gli altri che sono seguiti.
Purtroppo, scopriamo anche che, pur avendo MOGLIE e un FIGLIO, Dante trascorse gran parte della sua vita a fare appostamenti a Bice (in)felicemente sposata, bighellonando per la via dove abitava, aspettando che uscisse dalla porta di casa per poterle “casualmente” passare accanto.
Non so se mi abbia fatto più paura o tenerezza leggere che uno dei miei miti in realtà era uno stalker!
… In fondo in fondo lo capisco, la povera ragazza faceva una vita da reclusa e usciva pochissimo, magari se saltava un giorno avrebbe perso proprio la sua sortita mensile!

Ma Dante non era solo ossessionato dalla sua musa. Aveva anche un migliore amico, Guido Cavalcanti, verso il quale provava sentimenti contrastanti, come ci fa notare la seconda parte del volume.

Dante è ormai in esilio, leggiamo che sta lavorando alla “Commedia”. Mentre attende che moglie e figli lo raggiungano, perso tra i suoi pensieri ricorda a se stesso e a noi il suo inizio come scrittore, e l’amicizia che lo legava al suo mentore Guido Cavalcanti. “Legava”, sì, al passato: scopriamo infatti che il Sommo Poeta ha tradito quello che al contempo era un uomo che ammirava e detestava, a lui superiore per mezzi e genialità (a quanto pare Dante aveva una sorta di complesso di inferiorità… o scarsa autostima). Purtroppo tale tradimento ha fatto sì che i due si allontanassero definitivamente, e che Dante potesse rivedere l’amico solo quando quest’ultimo era ormai nella tomba.

È stata una lettura piacevole, anche se un po’ pesantina. Merita comunque più di un’occhiata!
E ora voglio ASSOLUTAMENTE leggere altre opere di Santagata!

Fatemi sapere se avete letto il libro/pensate di leggerlo/conoscete l’autore con un commento!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...