Tag tag tag tag me! I wanna be tagged! – Liebster Award #005

Buongiorno Visionari.

Come avrete capito dal titolo ho un nuovo Liebster qui – non finisce mai xD

Le regole, che copio direttamente da Solo M. di “Nata a pagina 88” che mi ha taggato (grazie!) sono…

liebster1. Pubblicare il logo del Liebster Award sul proprio blog – ho preso quello che avevo già.
2. Ringraziare il blogger che ti ha nominato e seguirlo.
3. Rispondere alle sue 11 domande.
4. Nominare a tua volta altri 11 blogger con meno di 200 follower.
5. Formulare altre nuove 11 domande per i tuoi blogger nominati.
6. Informare i tuoi blogger della nomination.

Il problema è che io penso ormai di aver nominato tutti quelli che nella mia cerchia fanno questo Liebster e non vorrei tartassarli, quindi, chiunque è liberissimo di prenderlo e rispondere alle domande che cercherò di formulare…

Intanto, le mie risposte…

  1. Da dove arriva il nome del tuo blog? Perché lo hai scelto?
    Coi nomi non ho molta inventiva, così, quando ho dovuto sceglierne uno per il blog, sono caduta in confusione. Volevo ci fosse la parola “libri” nel titolo, ma una amica mi suggerì di mettere qualcosa di più “personale” – così non avrei avuto limitazioni negli argomenti da trattare.
    In quei giorni passavo del tempo su una piattaforma di crowfounding chiamata “Produzioni dal basso” e fu questa che mi ispirò: sono alta 1.59 e pensavo di raggiungere al massimo 10 lettori, “dal Basso” mi sembrava al contempo personale e segno di umiltà.
    Per il “Visioni” non ho alcuna spiegazione … Uscì da solo!
  2. Giulio Cesare attraversando il Rubicone sembra abbia esclamato “Il dado è tratto!”. C’è stato un momento nella tua vita in cui ti sei sentito così? E in cosa ti ha cambiato?
    Sono una persona abitudinaria, ogni scelta mi sembra fatale come quella di Giulio Cesare, quindi questa frase è diventata il mio mantra quando ho scelto il liceo. E l’università. Quando ho preso l’aereo da sola, quando sono andata in Inghilterra con un gruppo in cui non conoscevo nessuno etc etc.
    E ovviamente quando ho iniziato a lavorare – si è rivelata perfetta, una scelta che ha davvero cambiato la mia vita.
    Me ne sono resa conto la sera, quando mi sono chiusa in camera e ho iniziato a piangere senza freni, perché ero appena diventata adulta ed entrata nell’ufficio dove avevo giurato, fin da bambina, che non avrei mai messo piede come lavoratrice.
  3. Se ripensi a quando eri bambino, cosa sognavi di essere da grande? Hai realizzato ciò che immaginavi?
    La mia aspirazione più grande, a 6 anni, era diventare scrittrice. A 8 giornalista.
    A 25 sono diventata impiegata in una società di assicurazioni.
    Tirate voi le somme.
    Anche se per essere una scrittrice c’è sempre un po’ di tempo … No?
  4. In quale personaggio della letteratura ti rispecchi maggiormente?
    Da piccola mi sentivo molto Prisca Puntoni di “Ascolta il mio cuore” (Bianca Pitzorno), perché come lei volevo divenire scrittrice e mi sentivo molto una paladina che difendeva i più deboli – anche se non credo che lo fossi.  Crescendo sono divenuta Liberty (la sorella di July nei libri della “Trilogia dei Gemelli” – come la chiamo io – di Kathryn Lasky), ma penso che in questo caso fosse perché ho sempre desiderato avere un gemello e lei mi piaceva alquanto. Infine ora mi sento ingenua e amante del gotico come Catherine Morland di “Northanger Abbey” (Jane Austen).
    Non so se sono evoluta in peggio o meglio!!
  5. Quale personaggio invece incarna ciò che vorresti davvero essere anche se (magari attualmente) è molto diverso da te?
    Maven Calore de la trilogia di “Regina Rossa” di Victoria Aveyard.
    Ovvero veramente cattivo, stronzo, manipolatore, e assassino. Praticamente la mia antitesi – non sono un angelo, ma troppo buona sì e tendo ad essere manipolata. Ha potere, soldi e capacità.
    Altrimenti mi “accontento” di essere Dorian Gray, magari meno turpe – ma vuoi mettere un quadro che invecchia al posto tuo?
  6. Quale personaggio invece hai odiato fin da subito?
    Holden de “Il giovane Holden” di Salinger. Avrei buttato il libro dopo la terza pagina, non fosse stato che dovevo leggerlo per la scuola. La professoressa giurava che l’avremmo amato.
  7. Se dovessi consigliare ad un bambino la sua prima lettura, che titolo ti verrebbe in mente?
    Eh, dipende dall’età.
    Una volta, davanti a degli amici di mamma che si lamentavano del bambino che non leggeva mai, io impugnai carta e penna e misi giù alcuni titoli, ma ero ragazzina e conoscevo abbastanza titoli per i più piccoli. Tra l’altro non so neppure se abbiano funzionato.
    Però, se parliamo del primissimo libro per un bambino, consiglierei le fiabe. Non solo le più famose, ma anche quelle tradizionali dei vari Paesi (quando ero piccola esisteva una collana fantastica in merito). Oppure qualche racconto di Kipling, se non “Il Libro della Giungla” vero e proprio!
  8. C’è un classicone amato da tutti che invece a te proprio non è piaciuto? E se sì quale?
    Ho già detto “Il giovane Holden”?
    Non riesco a capire ancora perché piaccia a tutti. Che qualcuno mi spieghi!
  9. C’è stato invece un libro che inizialmente non ti aveva preso per nulla e che invece si è rivelato uno dei tuoi preferiti?
    … Mi vergogno a dirlo, ma sì. “Piccole Donne”. A mia discolpa posso dire solo che ero veramente troppo piccola quando me lo regalarono e iniziai a leggerlo, quindi non capivo davvero quello che c’era scritto – a parte provare profondissima empatia per Amy non ricordo altro della mia prima lettura.
    Adesso lo adoro ❤
  10. Se oggi scrivessi il libro della tua vita, che titolo vorresti dargli? E che immagine per la copertina?
    “Una vita a metà”, con un nastro che si sfilaccia e sta per rompersi.
    Forse è un po’ (tanto) drammatico, ma penso mi si addica. Per il momento.
  11. A chi dedicheresti la tua opera più importante?
    A me stessa.
    I miei genitori di solito hanno sempre ostacolato le mie passioni (“Leggi troppo! Ancora coi fumetti ei cartoni animati? Queste non sono cose adatte alla tua età!”) quindi se li ringraziassi mentirei – sebbene possa dirglielo per tante altre cose.
    Passando ai ringraziamenti meno seri, un grande “Thank you” andrebbe al mio gatto, Totò, che non mi fa mai sentire sola.

Ed ecco le domande che questa volta mi diverto a fare io! (Suvvia, sono facili, se non volete cimentarvi nell’impresa commentate rispondendo a una nei commenti – però argomentate, non accetto risposte con una sola parola!)

  1. Qual è la tua stagione preferita?
  2. Da bambino/a chi era il tuo eroe/eroina?
  3. Sempre da bambino/a c’era un professione atipica che volessi fare (tipo astronauta, ballerina, cantante…)?
  4. Hai un posto preferito in casa dove svolgi la tua attività preferita – che sia leggere, navigare in Rete, guardare serie tv?
  5. Parliamo di libri! Di solito parteggi per il protagonista o l’antagonista (o addirittura un personaggio minore…)?
  6. Ti è mai successo di aspettare con ansia un libro/film/serie tv e di rimanere insoddisfatto?
  7. Ci stiamo avvicinando ad ottobre, il mese di Halloween… Credi ai fantasmi?
  8. Ti piacerebbe fare un viaggio on the road? Se sì, dove?
  9. Hai la possibilità di tenere con te un animale esotico (o comunque non domestico): quale prenderesti?
  10. Sai cucinare? Se sì, hai un “piatto da battaglia”?
  11. In un film ti piacerebbe essere l’attrice, il regista, la costumista… o cosa?

Non sembra ma per me è stato un esercizio mentale notevole!!

Al prossimo post!

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One thought on “Tag tag tag tag me! I wanna be tagged! – Liebster Award #005

  1. Ciao! Non demordere, anche dietro a una scrivania di una compagnia assicurativa puoi scrivere. Tieni a portata di mano un foglio, e non perdere la speranza. Chissà 😉

    Ho pensato di rispondere a un paio delle tue domande

    5) Sto quasi sempre dalla parte dell’antagonista. Credo di aver bisogno di pensare sempre il meglio delle persone, e credere che il lieto fine esista per tutti
    6) Devo rispondere di si. Quasi sempre, se tirano troppo alla lunga un libro/serietv solo per soldi o per stare dietro alle richieste del pubblico, ne rimango delusa.
    7) Fantasmi!!! Credo che qualcosa rimanga di noi, per un principio fisico che ci dice che l’energia non si crea e non si distrugge, ma si trasforma. E quindi anche noi dobbiamo in qualche modo mutare forma 🙂

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