Recensione librosa – “La Confraternita delle Ossa” di Paolo Roversi

Buongiorno Visionari,

oggi vi parlo di un libro che ho avuto il piacere di leggere in anteprima grazie al gruppo di lettura (segreto) istituito dall’autore. Libro che vi ho presentato qualche giorno fa e che ricorda un po’ Dan Brown, solo che le misteriose confraternite e i simboli da decifrare ora non si trovano a Roma, ma all’ombra del Duomo di Milano.

Ecco a voi “La Confraternita delle Ossa” di Paolo Roversi!

La-confraternita-delle-ossa-Roversi.png

Titolo: La Confraternita delle Ossa

Autore: Paolo Roversi

Edizioni: Marsilio

Trama: Milano, 2002. Molti misteri s’intrecciano sotto la Madonnina.
Tutto comincia quando un noto avvocato viene assassinato in pieno giorno nella centralissima piazza dei Mercanti: prima di morire, però, l’uomo traccia uno strano simbolo col proprio sangue…
Da qui parte una complicata indagine che porterà Enrico Radeschi, giovane aspirante giornalista nonché hacker alle prime armi, a indagare, insieme allo scorbutico vicequestore Loris Sebastiani, su una misteriosa confraternita che trae ispirazione da san Carlo Borromeo e persegue un disegno spietato per ristabilire l’ordine morale in una società giudicata corrotta.
A quello dell’avvocato seguiranno altri omicidi o presunti tali, come l’inquietante schianto di un aereo contro il grattacielo Pirelli.
Nel frattempo, una conturbante femme fatale, soprannominata “la Mantide” dagli inquirenti, seduce e uccide giovani ragazzi nei giorni di festa, facendone poi sparire i corpi.
Chi è la donna misteriosa? E chi la protegge?
Qual è il disegno ultimo di questa confraternita millenaria? Cosa si nasconde nei sotterranei del Duomo di Milano e nella cripta di un’altra famosa chiesa milanese?

Un thriller mozzafiato e incalzante, scritto con una prosa efficace e immediata.

Dicono del libro:

“Nel mondo del giallo o del noir all’italiana s’è affacciato un nuovo investigatore. Tra commissari, marescialli, detective privati, avvocati, magistrati, a ficcare il naso nei delitti c’è anche Enrico Radeschi, giornalista free-lance ossia senza posto fisso, bravissimo a navigare su internet, spericolato a correre su una vecchia Vespa gialla per le vie della Milano contemporanea, amico di un paio di poliziotti, sempre in cerca di scoop, amori, avventure.”
Enrico Franceschini, La Repubblica

“Vespa Special è manifesto della dolce vita del protagonista del romanzo: Enrico Radeschi, giornalista-hacker che con il Giallone,un vecchio scooter Piaggio, attraversa la città, insegue le notizie e rimorchia le ragazze…”
Severino Colombo, Il Corriere della Sera

“Paolo Roversi scrive gialli di successo con protagonista Enrico Radeschi giornalista free lance ed hacker.”
Brunella Schisa – Il Venerdì di Repubblica

“Un’indagine rompicapo per il giornalista detective Enrico Radeschi”
Il Corriere della Sera

“Intrecci fra politica ed economia per il personaggio di Radeschi, eroe dei noir di Paolo Roversi”
Il Corriere della Sera

Se avete già letto qualcosa di Paolo Roversi, probabilmente il nome di Enrico Radeschi non vi è nuovo. Egli infatti è il protagonista di ben cinque libri dello scrittore, un giovane giornalista/hacker/investigatore per caso e/o diletto sempre vestito allo stesso modo:

un ragazzo dall’aria trasandata vestito come Dylan Dog, con un pizzetto mal curato e un paio di occhiali dalla montatura nera stile giovane Kennedy. L’abbigliamento, per chi lo conosceva, era quello consueto: Clarks marroni ai piedi, jeans scoloriti, giacca nera con tasche ricolme di fogli e matite, camicia azzurra fuori dai pantaloni.
(da Niente baci alla francese)

Tuttavia “La Confraternita delle Ossa” è un prequel, quindi il Radeschi che vediamo qui è ancora un ragazzo che cerca lavoro, completamente a digiuno di informatica e non ancora impelagato in alcun caso. Nel corso del romanzo, però, lo vedremo diventare il personaggio che “tutti” conoscono: capiremo perché si veste in quel modo, e faremo conoscenza del Giallone (il suo mezzo di trasporto) e di Buk (il cane).

Il romanzo, appunto: confraternite che appaiono fin dalle prime pagine, omicidi sotto simboli misteriosi e altri da decifrare… Non vi ricorda un po’ Dan Brown? Le similitudini però finiscono qui, perché ad accompagnare Radeschi nella sua indagine non è una femme fatale/bella ragazza in generale, bensì due personaggi maschili che io ho adorato: Fabio, il ragazzo del sud, coinquilino di Enrico, che gli insegnerà tutti i trucchi dell’hacker, e il vice-questore Loris Sebastiani, con il toscanello – rigorosamente spento – sempre tra le labbra, e un intuito fuori dal comune (e qui dobbiamo dire un “grazie” di cuore a Roversi, che non descrive il solito poliziotto imbecille che non capisce nulla del caso e viene superato in cinque secondi da uno sbarbatello).

Il libro procede un po’ lento all’inizio, ma poi il mistero vi avvolge e… lo finirete molto presto!
Cosa ne pensate? Gli darete un’occhiata la prossima volta in libreria?

Al prossimo post!

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