Recensione librosa – “Brevi incontri con il nemico” di Saïd Sayrafiezadeh

Buongiorno Visionari!

Oggi ho una nuova recensione per voi! Si tratta di un libro che uscirà il 7 luglio e per cui ringrazio la Codice Edizioni che mi ha concesso l’anteprima. Un libro al di là della mia comfort zone che mi ha conquistato fin dall’inizio.

Non vi aspettate però regine rosse, ragazzini volanti, shopping sfrenato a Venezia o anime bianche: questa volta si va nell’America di provincia, a raccontare una realtà molto lontana dal tanto vagheggiato Sogno americano.

9788875786069

Titolo: Brevi incontri con il nemico

Autore: Saïd Sayrafiezadeh

Edizione: Codice Edizioni

Trama: Otto storie dall’America più profonda, quella dei Walmart, dei lavori nei fast food, dei ragazzi che partono per l’Afghanistan senza credere in nulla. In mezzo a questo la tenerezza di un amore coltivato nonostante la durezza di queste vite tutte diverse, accomunate da un solo nemico: la condanna a un lavoro senza speranza, sottopagato, sempre uguale. E così diverso dal Sogno. Rex viene licenziato per aver rifiutato le avance del suo capo, ma non è detta l’ultima parola. Ike cerca il coraggio di chiedere un aumento, perché vuole far colpo sulla sua ragazza, ma ha bruciato troppi hamburger sulla griglia, e le cose non finiranno bene. Nick ruba al Walmart merce dozzinale mentre riordina gli scaffali, ma lo fa per portare ogni giorno un regalo alla ragazza che ama di nascosto, attraverso la recinzione che li separa. Luke è in Afghanistan, e ci racconta il suo ultimo giorno di missione, il giorno in cui finalmente, per un breve istante, incontrerà il nemico. (dalla quarta di copertina)

L’autore: Saïd Sayrafiezadeh è nato a Brooklyn nel 1968. Di padre iraniano e madre ebrea, è cresciuto a Pittsburgh, dove i suoi genitori erano membri del Partito socialista. Nel 2010 ha vinto il Whiting Award per il memoir Quando verrà la rivoluzione avremo tutti lo skateboard.
Brevi incontri con il nemico è stato selezionato per il PEN Prize.
Attualmente vive a New York, come membro del consiglio di amministrazione della New York Foundation for the Arts.

Hanno detto del libro:

«Saïd Sayrafiezadeh è un narratore d’eccezione, che scava nel profondo dell’America. Uno splendido debutto letterario».
Philip Gourevich

«Le umiliazioni e le gioie di lavori orribili e pagati male, la felicità per un bacio rubato, i misteri dell’amicizia: una raccolta di storie che rimangono impresse nella memoria».
Nathaniel Rich

«Le storie raccontate da Saïd Sayrafiezadeh offrono una visione bruciante dell’America».
The New York Times Book Review

Storie che raccontano piccoli universi, e ci consentono di conoscere vite che non sono le nostre, e che ricordano le atmosfere dei migliori racconti di Raymond Carver.

“Brevi incontri con il nemico”, come dice la trama stessa, è un’antologia di otto racconti, uniti da un comune denominatore: la guerra, anzi una guerra, perché può essere quella in Afghanistan come quella che si combatte in qualsiasi altra parte del mondo. Una guerra che viene percepita, più che vissuta, tranne nella storia che da il titolo al libro, in cui ci troviamo veramente in nazione nemica e ci rendiamo conto che più che battaglie e combattimenti si vivono solo lunghi periodi d’attesa.

Guerra percepita, ho detto: e infatti si intravede nelle conversazioni, appare sui giornali con bollettini palesemente falsi, e da lavoro alle fabbriche che producono senza sosta.  Si mormora che finirà presto (ma quando?) e con questa speranza in molti si iscrivono al Career Center, per dimostrare che tengono alla patria ma senza alcuna cognizione di quello che potrebbe accadere se venissero scelti per partire.
Il ritorno dei reduci e dei vincitori viene accolto con gioia, ma è una gioia momentanea, che dura giusto il tempo di una parata o di una festicciola d’ufficio … Poi tutto torna alla normalità, se tale si può chiamare una vita fatta di attese.
Attese sperando che qualcosa migliori.
Attese che si riflettono anche nel tempo meteorologico, composto solo da inverni glaciali e estati fredde, come se la cristallizzazione del tempo che scorre sempre uguale si ripercuotesse sull’esterno.

L’America miliardaria tanto vagheggiata nel passato e nel presente non è quella che si trova nel libro di Saïd Sayrafiezadeh. Ci viene piuttosto offerta un’America di provincia, raccontata dai suoi variegati personaggi , ogni volta in prima persona –. Storie ordinarie di amore, amicizia, anche voglia di riscatto – almeno sul piano lavorativo – ma tanto lontane dalla visione patinata che si ha del ricco continente …

Se volete conoscere un continente diverso da come ve l’aspettavate, consigliatissimo … Anche se vi colpirà per la sua crudezza.

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