Recensione librosa – “Le anime bianche” di Frances Hodgson Burnett

Ysobel vede i fantasmi.

Buongiorno Visionari.

Potrei riassumere con le quattro parole scritte all’inizio di questo articolo la trama di “Le anime bianche” di Frances Hodgson Burnett, romanzo breve dell’Ottocento pubblicato in Italia solo a dicembre 2015 da Panesi Edizioni.
Potrei, ma poi mi sentirei in debito verso questa autrice che ha rallegrato le mie giornate quando ero solo una bambina che si ammalava ogni due settimane, e che costretta a letto poteva solo immergersi nelle avventure vissute da bambini come lei che popolavano i classici per l’infanzia.

La Hodgson Burnett, infatti, è colei che ha dato vita a “Il piccolo lord”, “La piccola principessa” e “Il giardino segreto” e sono sicura che se non avete letto i libri conoscerete almeno una loro trasposizione, filmica o anime.
Non posso trattarla così male …

Inizierò quindi la recensione come al solito: con i dati!

le-anime-bianche
Non è un amore?

Titolo: Le anime bianche

Autore: Frances Hodgson Burnett

Edizioni: Panesi Edizioni

Prezzo: 0,99 € (ebook) – 10 € (cartaceo)

Trama

Ysobel è una ragazzina timida e minuta che non ha mai conosciuto i genitori e vive, assieme ai tutori Jean Braidfute e Angus Macayre, in un castello dall’aspetto austero immerso nella desolata brughiera scozzese. Fin dall’infanzia, la bambina mostra di essere dotata di un “dono” che la rende diversa da tutti gli altri bambini; ella ha il “potere di vedere oltre le cose” e di entrare in contatto con le anime dei defunti, ormai libere dalle sofferenze e dalle paure dell’esistenza. (dalla prefazione del libro)

Vi dirò, la prima cosa che mi ha attirato de “Le anime bianche” è stata la copertina. Così eterea e ottocentesca mi è risultato impossibile non amarla al primo sguardo … il resto lo ha fatto il nome dell’autrice. Il titolo infatti non mi diceva niente – e io, per motivi sconosciuti addirittura a me stessa, scelgo i libri della selezione mensile di Ibs in base al titolo.

Non mi sono pentita della scelta.
Del prezzo sì però: solo 99 cent, ma le poche pagine del romanzo non li valgono. Avrei apprezzato di più se Ysobel e le sue anime bianche fossero stati tra i libri gratuiti.

La protagonista mi è piaciuta immensamente: è così candida, ingenua, che o la si odia, o la si ama, non ci sono mezze misure. Nel mio caso l’ho adorata. Come si fa a non sopportare una ragazzina che pensa che esistano delle persone talmente pure che anche la loro pelle e le loro vesti diventano candide?

pensai che si trattasse di una speciale purezza di carnagione riservata solo ad alcuni, non a tutti. Io non ero così chiara, così come non lo era nessun’altra persona che conoscevo.

Penso che chiunque sarebbe scappato a gambe levate vedendo una bambina fantasma, invece Ysobel la considera semplicemente come un’amica con cui giocare…

La ragazzina tornò molte volte. Per tutto il corso della mia infanzia seppi che sarebbe venuta a giocare con me quasi ogni giorno, anche se non rividi mai più quelle truppe di soldati nomadi o l’uomo magro con la cicatrice. I bambini che si divertono insieme non nutrono curiosità verso i propri compagni di giochi, e così fu per me. Accolsi Wee Brown Elspeth in maniera semplice, con grande gioia. In qualche modo sapevo che viveva felice in un luogo non molto lontano da quello in cui abitavo io. Sembrava che potesse andare e venire facilmente, senza fatica. A volte la trovavo – o lei trovava me – nella brughiera; e spesso appariva nel vivaio del mio castello. […] Dopo il nostro primo incontro si presentò vestita in morbidi abiti blu o bianchi, e la macchia rossa era sparita; tuttavia, si trattava sempre di Wee Brown Elspeth, la bambina con gli occhi da cerbiatta e il bel visino dalla carnagione chiara e un po’ pallida. Allo stesso modo in cui avevo notato l’insolito, chiaro pallore che contraddistingueva quei rozzi soldati, mi resi conto anche della sua curiosa bellezza.

Però, se Ysobel è adorabile, lo stesso non si può dire della storia. È uno young adult ottocentesco – la maggior parte della narrazione avviene quando la protagonista è adolescente – ma è anche un trattato sulla vita dopo la morte …
Perché la Hodgson Burnett scrisse “Le anime bianche” dopo la perdita dell’amato figlio Lionel a causa della tubercolosi. Il libro è quindi come una terapia in cui l’autrice si auto convince che la morte non è la fine, e che c’è qualcosa al di là.
Purtroppo però in questo modo “appesantisce” alcune parti, che rendono “l’azione” molto lenta. Ammetto che per due/tre volte ho dovuto abbandonare la lettura perché mi stavo assopendo …

Consigliato dunque?

Per una lettura veloce, sì.
Se vi piace la letteratura ottocentesca, sì.
Ma se avete voglia di qualcosa di gioioso … Lasciate perdere.

E voi? L’avete letto? Pensate di leggerlo?
Conoscete Frances Hodgson Burnett?
Lasciate un commento!!

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4 thoughts on “Recensione librosa – “Le anime bianche” di Frances Hodgson Burnett

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