Vita vissuta dal basso – Dicembre

Dicembre.

Non so voi, ma questo mese non mi fa pensare proprio al Natale – inteso come 25 dicembre. L’associazione di idee è immediata, ma ho sempre creduto che la cosa più bella non siano le cene pantagrueliche coi parenti, le tombolate in cui vincono sempre i più piccoli e i regali spesso non azzeccati… ma l’attesa. L’attesa di quel giorno in cui l’albero sfavillerà più del solito e sarà pieno di doni.

Per quanto mi riguarda tutto inizia la prima domenica di avvento. Non ricordo mai il giorno esatto, così entrare in chiesa e vedere i paramenti viola mi fa mancare un battito, sopraffatta dalla gioia. Non sono cattolica convinta se non sotto Natale, quando ascolto il mio evangelista preferito (Luca) e intanto penso che siamo nel periodo dell’attesa, che i negozi sono aperti tutti i giorni, anche i festivi, e che le vetrine sono decorate da alberi di tutti i colori – e quest’anno anche da omini di marzapane formato gigante.

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Quest’anno il “la” me l’ha dato il 29 novembre. Poco importa che non fossimo ancora nell’ultimo mese dell’anno.

L’attesa è anche il momento in cui “il mio buco dimenticato da Dio” diventa finalmente “la mia città”. Non fraintendetemi, io amo SBT… ma d’estate. Quando c’è vita. Quando la sera alle 8 c’è ancora il sole e la giornata affrontata con le maniche corte sembra più lunga. Quando arrivano i fuochi d’artificio che ti portano pace nel cuore – magari anche perché sono abitudinari, non cambiano mai!

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D’inverno SBT è l’esatto opposto. La sera arriva alle cinque e a (quella che sembra) notte inoltrata trovi solo quattro ragazzi seduti a un bar intenti a riscaldarsi con un po’ di birra. Ma basta che le lucine magiche si accendano, che le vie vengano finalmente illuminate da festoni più o meno funzionanti e che il solito albero maestoso ma poco decorato appaia…

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Quello di quest’anno è apparso oggi!

… ed ecco che le vie si riempiono di gente intenta a fare acquisti, artisti di strada, bancarelle di tutti i tipi. Anche gli abitanti si danno da fare per portare un po’ di spirito natalizio nella città: se i Babbi Natale che si arrampicano in bella vista come ladri sbadati sono ormai vintage, adesso sono arrivate le luci a forma di renna. Quando ho visto la prima qualche piano più su del mio ufficio ho dovuto sfregarmi gli occhi tre volte prima di capire che no, non mi sbagliavo, i vicini avevano messo proprio una finta renna sul loro micro balcone della mansarda!!

Ma la sovrana del periodo di Natale è la fiera di Santa Lucia.

Soffro di strabismo, così mia madre, ogni 13 dicembre, approfittava del mio problema per farsi un giro per le bancarelle. Santa Lucia è la patrona degli occhi: ogni anno quindi si seguiva il copione di entrare nella chiesa, dire una preghiera davanti alla statua della santa – che appagava il mio spiccato amore per l’horror con quel vassoio in mano con i suoi occhi – e poi giro del mercatino a fare acquisti – mia madre era un arbiter elegantiae: in 5 minuti tirava fuori dalle bancarelle un completo per me che neppure i negozi di alta moda per bimbi.

La statua c’è ancora nella chiesa, ma io non la saluto più da anni. Il 13 però prendo le mie amiche e andiamo per la fiera. È un appuntamento fisso, un po’ come i fuochi d’artificio d’estate, che serve da pretesto per acquistare dolciumi, tenere d’occhio le tendenze delle bancarelle (è appurato: quello che si vende a Santa Lucia presto comparirà al mercato settimanale), vedere se la nostra venditrice di noccioline storica è ancora viva (lo si capisce dal suo grido inconfondibile “Calde, calde, calde!!”) e, per me soltanto, per acquistare il dolce ipercalorico conosciuto come frustingo, una miscela esplosiva di frutta secca, fichi e anche cioccolato (dipende dalla ricetta di chi lo fa): il primo frustingo di Natale è quello di Santa Lucia.

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L’aspetto non è dei migliori, ma già mostra quanto è calorico!

Pensate anche alle vostre città…

Contate ancora i giorni fino al 25 dicembre o iniziate ad assaporare quello che c’è prima?

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5 thoughts on “Vita vissuta dal basso – Dicembre

  1. E’ l’attesa a essere sfavillante non il giorno stesso.
    Io sto aspettando un giorno per me molto importante, sarà nell’anno nuovo, si avvicina sempre di più, ma sono certa che non sarà altrettanto palpitante come l’attesa di esso, sarà di certo uno dei giorni più belli della mia vita, ma l’attesa è impagabile.

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